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Misurazione della pressione venosa

Al fine di caratterizzare l’alterazione dell’emodinamica venosa, oltre alle classiche tecniche invasive, sono stati ideati metodi incruenti .Nel 1983 Bartolo ha proposto un sistema di misurazione della pressione nella vena tibiale posteriore alla caviglia, assimilabile al metodo arterioso e basato sull’utilizzo di un Doppler CW e di un manicotto . Benché questo tipo di misurazione non produca una stima precisa dei valori pressori, fornisce comunque un parametro indicativo di alterazione emodinamica. Lo sfigmomanometro viene insufflato a valori pressori di 120 mmHg e dunque desufflato rapidamente. La misura della pressione venosa coincide con il valore determinato dallo sfigmomanometro al momento del ripristino sonoro del flusso analizzato al Doppler sulla vena tibiale posteriore. Il manicotto deve venire desufflato rapidamente al fine di evitare sovrastime pressorie. Allo stesso tempo, considerando che il manicotto comprime anche i tessuti circostanti, qualsiasi indurimento cutaneo/sottocutaneo (ipodermite) si rende responsabile di pari valori di sovrastima pressoria. Il paziente deve venire valutato in posizione supina al fine di misurare selettivamente la pressione residua di circolo e non il sovraccarico idrostatico presente in ortostatismo. Il valore pressorio normale in tali condizioni non dovrebbe superare i 30 mmHg. Questo sistema di misurazione diventa particolarmente utile nella valutazione delle diverse componenti responsabili di sovraccarico pressorio (edema, disturbi trofici, ulcerazione) in corso di incompetenza venosa e/o linfatica.
Nel 1997 Zamboni ha ideato un nuovo sistema di misurazione non invasiva della pressione venosa, sempre basandosi sull’utilizzo del Doppler . L’Autore ha mostrato come, dopo una fase iniziale di riempimento venoso, il rapporto calibro vasale/pressione diventi lineare. Su questo assunto, diventa possibile estrapolare i valori pressori basandosi sulle curve diametro/pressione ottenibili con analisi ECD e dimostrate significative tanto in orto quanto in clinostatismo. Basandosi sulle stesse considerazioni, recentemente Mendoza ha dimostrato la normalizzazione della pressione venosa del sistema safenico in conseguenza della riduzione di calibro vasale conseguente alla chirurgia venosa emodinamica conservativa .

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