Orari d'apertura : Lun-Ven 8:00/12:30 - 15:00/20:00
  Contatti : 0883 59 48 50 - 329 4166249

Gradazione del reflusso venoso.

Abbiamo precedentemente definito come reflusso qualsiasi inversione del fisiologico ordine di drenaggio venoso dal sistema più superficiale (R3) a quello più profondo (R1). Ciononostante, nell’identificazione di un reflusso patologico anche altre caratteristiche emodinamiche specifiche devono venir prese in considerazione. Un flusso
retrogrado infatti (dunque inverso rispetto all’orientamento dei seni valvolari) non è necessariamente sempre patologico in termini emodinamici e non sempre porta ad un sovraccarico di pressione transmurale. Del resto un flusso anterogrado non è sempre fisiologico. Il flusso retrogrado può dunque esser fisiologico se non sovraccaricato dal drenaggio anche di distretti anatomici di non propria competenza, non associandosi dunque a fenomeni di turbolenza.

Il flusso anterogrado può invece mostrare caratteristiche patologiche qualora supplisca il drenaggio di territori ad esempio affetti da impedimenti al drenaggio (ad esempio una trombosi), sviluppando così un circolo di by-pass spontaneo. Un’accurata valutazione ECD relativa alla funzionalità del sistema di frammentazione della colonna
idrostatica diventa dunque mandatoria, al fine di ottenere una diagnosi precisa dell’alterazione emodinamica, manifestantesi con patterns di reflusso diversi in ogni singolo paziente. Parimenti importante risulta un approccio ecografico di tale accuratezza nella valutazione dei risultati post-procedurali, dove flussi retrogradi di drenaggio non devono venire confusi con reflussi patologici. Diversi metodi sono stati proposti con il fine di oggettivare il reflusso, basandosi sul parametro della velocità e delle caratteristiche di flusso sisto-diastolico.

Il valore limite per la definizione di tempo di reflusso è stato determinato a 500 ms per il sistema venoso superficiale e profondo, con l’eccezione dell’asse femoro-popliteo ove il cut-off è stabilito a 1000 ms. In caso di valutazione del flusso nel sistema delle vene perforanti è stato dimostrato invece come tale valore possa esser abbassato anche a 350 ms. Tutte le misurazioni si intendono con paziente in ortostatismo. Psatakis ha proposto poi un rapporto, noto come Indice di Psatakis (PI), ottenuto dividendo
la quota di reflusso diastolico con quella di flusso anterogrado.

L’Indice Dinamico di Reflusso (RDI), a differenza dell’Indice di Psatakis e del tempo di reflusso, tiene in considerazione tanto la quantificazione dei flussi quanto il loro timing. Tale parametro si ottiene dal seguente rapporto:

RDI =  (velocità media del reflusso2 x tempo di reflusso)

(velocità sistolica media2 x tempo sistolico)

Il reflusso viene definito “totale” quando tutte le valvole sovrastanti il distretto di reflusso misurato sono assenti o incompetenti. In questo caso le caratteristiche del reflusso sono quasi speculari a quelle del flusso sistolico (PI = RDI = 1). Il reflusso può esser “parziale” qualora le valvole non siano totalmente incompetenti ed il reflusso sia conseguentemente più lento in velocità e di maggior durata nel tempo (PI=1, RDI <1). Infine il reflusso può esser “segmentario” qualora le valvole
sovrastanti siano competenti, dunque in grado di immagazzinare parte del volume venoso spinto in direzione anterograda durante la sistole. In questo modo solo
una piccola parte della quota sistolica refluisce in direzione retrograda. Il tempo di reflusso diventa dunque pressoché uguale a quello sistolico, mentre la sua quota volumetrica diminuisce.

tel/fax. 0883 594850

email       francesco.pollice@tiscali.it 

sito web   WWW.VEINCLINIC.IT

blog  WWW.FRANCESCOPOLLICE.COM