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Archive for dicembre 2015

Trattamenti veloci

Con il laser la procedura dura non più di 3 minuti.

Non ci sono punti di sutura. I tessuti cicatrizzano velocemente. La lesione scompare facilmente per un processo di vaporizzazione, perché i tessuti sono costituiti per più del 90% da acqua.

E’ fantastico, sembra una magia!

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5 cose che non sai sulla trombosi venosa profonda

5 COSE CHE NON SAI SULLA TVP (trombosi venosa profonda)

Bisogna prendere in considerazione alcuni piccoli segni di TVP come:

  • gonfiore in una o due gambe;
  • dolore, pesantezza;
  • calore, arrossamento delle gambe.

Se hai più di 60 anni, se fumi, se sei in sovrappeso, se rimani fermo per lunghi periodi di tempo, stai attento a questi segni.

 

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Tutto quello che c’è da sapere sulla trombosi venosa profonda

La trombosi venosa profonda (TVP)

Che cosa è?

La trombosi è un processo patologico che dà luogo alla formazione di un trombo (o coagulo) il quale riduce oppure occlude del tutto il lume di un vaso. Più frequentemente si verifica nelle vene profonde delle gambe e della pelvi, ma la trombosi può manifestarsi in qualsiasi vena, come la vena epatica (sindrome di Budd-Chiari), le vene renali, le vene della retina e anche la vena cava superiore e inferiore. La TVP ha un’incidenza annuale di circa 800.000 casi e in circa 100.000 può essere fatale per embolia polmonare. Numerosi casi di TVP sono totalmente asintomatici e si rendono palesi con le complicanze.

Come me ne accorgo?

A parte i casi evidenti con arrossamento della gamba, edema, dolore, indurimento, cianosi, vi sono delle situazioni poco appariscenti. Bisogna prendere in considerazione alcuni fattori di rischio come: famigliarità, età, obesità, allettamento, uso di contraccettivi orali, traumi, interventi chirurgici ortopedici.

 

trombosiLa diagnosi?

L’ecodoppler venoso consente di visualizzare chiaramente la presenza di trombosi e anche il grado di ostruzione al flusso sanguigno. E’ una metodica operatore-dipendente, dunque la qualità dell’esame dipende dall’esperienza dell’operatore e dalla accuratezza dell’esecuzione.

Risonanza magnetica nucleare: indagine non invasiva da usare quando l’ecodoppler è inappropriato o non realizzabile; non comporta l’esposizione a radiazioni, ma porta via molto tempo.

Che fare?

L’eparina è il principale farmaco all’inizio del trattamento; successivamente si usa il Coumadin.

 

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I 5 miti sulle vene varicose

#1 Il trattamento delle vene varicose richiede lunghe degenze, ricovero ospedaliero, chirurgia dolorosa, settimane di assenza dal lavoro.

La buona notizia è che il laser endovenoso e le moderne tecniche di scleroterapia non richiedono né ricovero ospedaliero, né anestesia generale. Il tutto si può risolvere in un’ora, in maniera ambulatoriale. Questi trattamenti sono molto efficaci e con un alto indice di successo. Vanno bene anche per persone non in buone condizioni, considerati non adatti alla chirurgia, ma che sono sofferenti e debilitati da questi problemi venosi.

#2 E’ inutile intervenire sulle vene varicose; tanto recidivano sempre.

In passato, quando si faceva lo stripping della safena era una regola la recidiva dopo pochi mesi o qualche anno. Ancora oggi in molti ospedali si usa questa tecnica e le recidive sono quasi immediate. Oggi con la tecnologia laser e la scleroterapia si trattano anche quelle vene che prima non venivano rimosse. L’uso estensivo dell’ecodoppler ha reso molto più facile individuare le vene varicose anche in profondità e ha permesso di curare le varici in maniera più precisa e completa. Soprattutto l’uso dell’ecodoppler ha impedito la comparsa di complicanze post operatorie, tipo: ematomi, ecchimosi, neuropatia per lesione del nervo safeno; prima molto frequenti.

#3 Le vene varicose sono soltanto un fatto cosmetico.

Questo è completamente falso. Le vene varicose si sviluppano perché c’è un sottostante problema a livello delle valvole venose. Quando queste non funzionano bene fanno scorrere il sangue in una direzione sbagliata. Si parla di insufficienza venosa, che non trattata, porta a sintomi debilitanti tipo: gambe gonfie, pesantezza, discromia, indurimento e formazione di ulcere. Dei coaguli si possono formare nelle vene varicose perché il sangue non scorre, ma ristagna all’interno di esse.

#4 Le donne non devono curare le vene varicose finchè possono avere delle gravidanze.

Non è necessario che una donna rimandi il trattamento delle vene varicose a dopo che ha finito di avere bambini. Non facendo nulla le vene si ripresenteranno ad ogni gravidanza sempre più deteriorate e così aspettando di fare tutto dopo l’ultima gravidanza, non si fa altro che peggiorare il quadro clinico, la sofferenza della paziente e si è esposti al rischio di trombosi, ulcere o embolia polmonare. Io consiglio di trattare le varici prima dell’inizio della gravidanza in tal modo si evitano le possibili complicanze che durante la gravidanza non è possibile trattare adeguatamente.

#5 Camminare fa molto bene

Se una persona ha le varici non può camminare molto perché sente pesantezza, dolore o ha gonfiore. Il consiglio di camminare vale per le persone sane che non hanno varici. Chi ha varici fa molta fatica a camminare o correre. Semplicemente lo stare in piedi aggrava la situazione.

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Xantelasmi addio!

XantelasmiGli xantelasmi sono delle lesioni papulose o placche di colore giallastro localizzate generalmente a livello della palpebra superiore vicino al naso.

Non è ancora chiara quale sia la causa della loro comparsa. Fino a qualche anno fa si pensava fosse collegata a livelli alti di trigliceridi e colesterolo, ma si è visto che compaiono anche in persone con colesterolo o trigliceridi nella norma.

La loro posizione è molto evidente e ha un effetto non gradevole. La soluzione è stata per molto tempo, la rimozione chirurgica della placca in blocco e sutura successiva.

Nel nostro caso ho usato un bisturi al plasma che agisce per sublimazione o evaporazione dei tessuti evitando punti di sutura.

Il risultato è straordinario e non vi è alcuna cicatrice.

 

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Dr. Francesco Pollice

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I cibi che fanno bene al tuo corpo

Il cibo è uno dei piaceri della vita. Soprattutto gli zuccheri danno una stimolazione dopaminergica forte: la sostanza principale del circuito della ricompensa, che raccoglie stimolazioni piacevoli e le porta a livello di coscienza. Consumare carboidrati riduce la tensione e da una calma che dura circa due ore. Mangiarli ripetutamente produce un adattamento nei circuiti di ricompensa, che causa ansia o depressione quando quel cibo non è disponibile.

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Come agisce il comfort food, cibi che consolano?

C’è il cibo che sazia e quello che tranquillizza. Il cibo serve ad automedicarsi, è un potente farmaco soprattutto contro lo stress di cui soffrono in Italia 8 persone su 10. Le persone cercano i cibi che calmano ansia e insoddisfazione e innalzano il tono dell’umore e delle energie disponibili.

Vi sono degli alimenti molto utili, a patto di consumarli in quantità limitate per esempio:

  • Noccioline, uova, latte: producono l’aminoacido triptofano che a sua volta produce la serotonina, sostanza che induce felicità.
  • Cioccolato: contiene componenti che contribuiscono ad accrescere il buon umore ma è anche distensivo e calmante.
  • Zucchero: nutrimento essenziale per il cervello, aiuta a concentrarsi e ad imparare cose nuove.
  • Caffè: trasmette dopamina che provoca sensazioni gratificanti e piacevoli (non più di due al giorno).
  • Patate, riso, dolci: hanno un effetto calmante perché rilasciano glucosio nel sangue.
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Le vene varicose

vene varicose

Le vene varicose sono delle formazioni sporgenti, sottopelle, ben visibili, facilmente individuate e di facile diagnosi.

Nella nostra clinica l’approccio a questa malattia è rimuovere anche le cause profonde delle vene varicose, in modo da dare un servizio eccellente e con un basso indice di recidiva.

Le vene varicose sono definite come varicosità, varici, rami varicosi, formazioni ben visibili e sporgenti quando la persona è in piedi e che scompaiono quando è distesa.

Per secoli i medici si sono focalizzati su queste vene sporgenti chiamandole vene varicose. Le ricerche attuali con l’uso di ecocolordoppler performanti, hanno mostrato che quelle varici che appaiono in superficie sono così a causa di vene profonde che hanno perso la loro funzione valvolare, facendo scorrere il sangue nella direzione sbagliata: dall’alto verso il basso.

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Pertanto il trattamento tradizionale, ancora oggi usato da molti chirurghi, è diretto a trattare solo le vene che si vedono in superficie, senza indagare o trattare le vene sottostanti. Un altro problema era costituito dal fatto che soltanto due vene (safena interna ed esterna) venivano prese in considerazione poiché soggette a diventare varicose. Gli studi recenti invece hanno mostrato che questa alterazione può colpire un largo numero di vene diverse dalla safena. Il medico che non fa una diagnosi corretta e dettagliata con l’ecodoppler non può fare un trattamento completo ed è esposto a rischio di recidive.

E’ questo il motivo per cui nella nostra Vein Clinic eseguiamo un accurato e dettagliato esame ecocolordoppler delle vene dell’arto. L’esame inoltre è eseguito da uno specialista radiologo esperto in ecodoppler vascolare. In molti centri questi esami sono eseguiti frettolosamente da personale non specializzato o dallo stesso chirurgo che guarda soltanto le due vene principali dimenticando le altre vene numerose e importanti. Magari l’esame costa meno ma è una falsa economia perché l’indagine manca di completezza e di precisione e quindi anche il programma terapeutico successivo risulterà inadeguato.

Dr. Francesco Pollice

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Emorroidi in gravidanza

Le emorroidi sono delle varici del retto e sono molto fastidiose e dolorose.

Affliggono più della metà delle donne in gravidanza, specialmente nel 2° e 3° trimestre.

Da che cosa sono causate?

Il feto sviluppandosi nell’utero aumenta la pressione esercitata sui vasi sanguigni nella zona del basso ventre causando l’ingrossamento delle vene e portando alla formazione delle emorroidi. Possono comparire anche dopo il parto per lo sforzo esercitato durante il travaglio.

I sintomi più comuni delle emorroidi in gravidanza sono:

  • Presenza di sangue rosso vivo nelle feci
  • Tracce di sangue sulla carta igienica
  • Prurito anale
  • Bruciore
  • Dolore anale

Che cosa possiamo fare?

  • Mantenere un’alimentazione corretta con molta acqua e molti alimenti ricchi di fibre per evitare la stipsi.
  • Cercare di riposare sul lato sinistro in maniera da ridurre la pressione sulla vena cava.
  • Fare attività motoria. Non stare molto tempo in piedi o seduti.
  • Lavarsi con acqua tiepida alla toilette: fare lavaggi senza strofinare eccessivamente perché i tessuti possono irritarsi.
  • Applicare impacchi freddi sulle emorroidi: il freddo ha un effetto decongestionante.
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Prevenire le vene varicose in gravidanza

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Anche prima della gravidanza le vene delle gambe lavorano contro la forza di gravità per il ritorno del sangue verso il cuore. Con la gravidanza l’ormone progesterone causa un aumentgravidanza_1o di volume del sangue nell’addome e si riduce anche la velocità di flusso del sangue dalle gambe alla pelvi. Nelle vene delle gambe sono presenti delle particolari valvole che si chiudono al passaggio del sangue per impedire che “torni indietro”  a causa della forza di gravità.

In gravidanza queste valvole si indeboliscono, non si chiudono più bene come prima e il sangue tende ad andare verso il basso secondo la forza di gravità. Man mano che il bambino cresce l’utero comprime le vene iliache in cui fluisce il sangue che ritorna verso il cuore, portando ad un ulteriore rischio di varici. Le mamme più anziane sono più predisposte alle varici.

Che cosa fare?

  • exerciseFare esercizi: è uno dei modi migliori per favorire la circolazione sanguigna  anche in  gravidanza. Per questo si raccomandano  trenta minuti o più di moderato esercizio quasi tutti i giorni della settimana.
  • Indossare indumenti confortevoli: evitare cinture, scarpe con tacchi molto alti.
  • Guardare attentamente il peso. Durante la gravidanza vi è un aumento di peso di circa 10/12 kg. Un extra aumento di peso sta ad indicare un sovraccarico ulteriore del circolo venoso delle gambe.
  • Dormire sul lato sinistro. Questa posizione evita la compressione sulle principali vene (vena cava, vene iliache) da parte dell’utero e quindi facilita il ritorno venoso.
  • Usare le calze elastiche. Queste contrastano la dilatazione e l’aumento di pressione nelle vene e quindi danno un aiuto con la pressione che esercitano sulla superficie della gamba.
  • Prendi la tua dose di vitamine: soprattvitamincutto usare alimenti che contengono vitamina C, che contribuisce alla produzione di collagene ed elastina (fanno parte del tessuto connettivo e sono presenti nella parete vasale).
  • Favorire il transito intestinale: la stitichezza può favorire la comparsa di vene varicose e di emorroidi. Quindi è importante bere molta acqua, limitare l’assunzione di sale e mangiare cibi ricchi di fibre.

Dopo il parto conviene trattare le vene residue o medicalmente o chirurgicamente, mai durante la gravidanza.

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Ho le gambe pesanti!

Se le vostre gambe vi fanno male o le sentite gonfie e pesanti a fine giornata, particolarmente quando fa caldo, se avete dei crampi di notte o formicolio, è possibile che questo sia dovuto ad un disturbo della circolazione venosa.

In questo caso non siete sole! Benché sia difficile fare una valutazione precisa, è possibile che una donna su due o un uomo su cinque soffrono degli stessi disturbi che avete voi.

gambe-pesantiSINTOMI IN RAPPORTO AD UNA CATTIVA CIRCOLAZIONE VENOSA

I sintomi in rapporto ad una cattiva circolazione si aggravano nel corso della giornata soprattutto se si sta in piedi o seduti per molto tempo senza muoversi e quando fa caldo. I sintomi sono in rapporto ad una stasi del sangue causata dalle varici.

Un altro fattore che favorisce la stasi venosa è un insufficiente funzionamento dei muscoli della gamba. Questi muscoli rappresentano in effetti una vera pompa per il ritorno del sangue venoso verso il cuore e i polmoni. Se il paziente ha una debole attività fisica questa pompa funziona male o è insufficiente, il ritorno venoso è meno buono e allora appaiono pesantezza e gonfiore alle gambe.

COME LOTTARE CONTRO STASI VENOSA?

Migliorare il proprio stile di vita
  • Limitare la stazione immobile prolungata
  • Attività fisica regolare che faccia lavorare i muscoli della gamba
  • Evitare vestiti troppo stretti e tacchi troppo alti (circa 3 cm è una buona altezza)
  • Ridurre l’esposizione al calore (bagni caldi, sauna, esposizione al sole)
  • Rinfrescare le gambe con docce fredde nel periodo estivo
  • Lottare con il sovrappeso, migliorare l’alimentazione, consumare frutta e verdure, bere molta acqua e limitare il sale.
La compressione elastica

E’ il trattamento di base delle malattie venose; indossare le calze o collant durante la giornata migliora i sintomi venosi.

I farmaci

Ci sono molti farmaci che riducono i sintomi dovuti della stasi venosa

Il trattamento delle varici

Si può usare la scleroterapia, il laser endovenoso (ablazione termica), la chirurgia (flebectomia).

In conclusione il fatto di avere le gambe gonfie o pesanti a fine giornata non è una fatalità. Vi sono molte soluzioni!

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