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Archive for febbraio 2015

Il trattamento dell’embolia polmonare.

I dati di ULTIMA trial   ( Ultrasound accelerated thrombolysis  of pulmonary embolism ) sono stati pubblicati nel Gennaio 2014 su Circulation .

ULTIMA trial   è uno studio prospettico  randomizzato controllato di pazienti con embolismo polmonare submassivo  trattati sia con terapia standard con Eparina intravenosa  oppure con EKOS( EkoSonic Endovascular System )  e rt-PA ( Actilyse, Boehringer Ingelheim ).

EKOS è una tecnologia che usa gli ultrasuoni per accelerare l’azione trombolitica dei farmaci. La ricerca è stata condotta  in Svizzera  a Berna.  Nello studio i pazienti trattati con EKOS hanno avuto una riduzione di pressione del cuore destro entro 24h senza alcun effetto collaterale  dalla procedura  con EKOS, mentre il gruppo di pazienti trattati solo con  anticoagulante non ha avuto nessun miglioramento.

Per i pazienti con embolismo polmonare a rischio intermedio di avere un esito fatale,  il trial ULTIMA  ha dimostrato che il trattamento con EKOS è clinicamente superiore alla sola anticoagulazione con eparina nel ridurre  la dilatazione del ventricolo destro in 24h senza incremento di complicanze emorragiche.

Il risultato e  la sicurezza della procedura sono convincenti . Lo studio suggerisce che bisogna usare un trattamento più aggressivo nel trattamento  dell’embolia polmonare ad alto rischio.  L’uso di EKOS  può essere un grande aiuto nel risolvere queste situazioni critiche.

 

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Eccellenti risultati a distanza dello stenting della vena iliaca nella sindrome post trombotica.

La sindrome post trombotica (STP)  è una complicanza di uno o più episodi  della  trombosi venosa profonda(TVP).

I sintomi della STP sono : claudicatio venosa, edema, dolore,pesantezza, discromia della pelle, eczema, ulcera venosa.

Autori americani hanno constatato che la ostruzione  della vena iliaca gioca un ruolo importante nel determinismo della STP e hanno intuito che la rimozione della ostruzione  venosa  possa portare ad un miglioramento della condizione dell’arto o almeno fermare il deterioramento dell’arto  a causa di questo processo di ostruzione venosa e reflusso.

Cosi hanno pensato di valutare i rischi e i benefici dello stenting della

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Terapia sclerosante

La terapia delle teleangectasie degli arti inferiori presenta ancora oggi notevoli difficoltà per l’incostanza dei risultati e l’incidenza non trascurabile di complicazioni, quali la pigmentazione emosiderinica ed il matting. La scleroterapia è, ad oggi, il metodo più sicuro e meno costoso, anche se, in casi particolari, possono essere utilizzate tecniche alternative, quali i sistemi
lasers, la diatermocoagulazione programmata. Il laser Nd:YAG l.064 nm sembra, ad oggi, essere il più adeguato nel trattamento, specialmente se associato <!–more–>alla scleroterapia. La terapia sclerosante delle teleangectasie, spesso praticata con <!–more–>troppa leggerezza e superficialità, deve essere eseguita dopo un esame clinico-strumentale accurato, anche nei pazienti che si presentano dallo specialista solo per “problemi estetici’’ inerenti alla comparsa di microvasi arborescenti e/o puntiformi alle estremità inferiori, per la possibile presenza di reflussi maggiori non

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